Pausa creativa: Rocchetta Mattei e Borgo La Scola

Il mondo è davvero vasto, e ognuno ha i suoi gusti in fatto di viaggi. 

Organizzare un’escursione di una giornata a una manciata di chilometri da casa e rimanere sorpresi dai paesaggi è, in ogni caso, una pausa creativa dalla scrittura da prendere più spesso in considerazione. Ancora meglio se si scoprono spaccati di storia europea.

La vita collinare e montanara dell’Appennino emiliano ha infatti una ricca storia da raccontare, a cui si aggiungono i paesaggi che non mi stancano mai: la ricerca del verde frizzante della montagna è, già di per sé, un’esperienza positiva.

La zona bolognese mi mancava: per questo voglio condividere alcuni scorci che ho trovato sul mio percorso.

La Rocchetta Mattei

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Tutto è partito dall’idea di visitare la Rocchetta Mattei a Riola di Vergato. Un bizzarro castello: il racconto di un sogno e di colui che ha saputo perseguirlo.

Me la dipingevano come una dimora dalle sembianze fiabesche, e su internet si trovano moltissime immagini che aiutano a farsi questa idea.
Ma solo arrivando qui ho capito che… dietro questi archi e colonnati moreschi situati in Appennino bolognese c’è una spiegazione.

La fiabesca e inquietante immagine del castello colpisce subito: una buona parte dell’edificio sfrutta la roccia naturale che costituisce l’altura su cui poggia.

L’ingresso è in salita, un’ascesa.

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Il varco d’ingresso della Rocchetta apre la visuale sulla scala che conduce al cortile interno, incontriamo i primi elementi decorativi di una simbologia carica di significati non comprensibili da chiunque e di cui la dimora è ricca.

Il tour con una guida turistica esperta è l’unico modo per iniziare a conoscere il percorso e il vissuto di Cesare Mattei, committente della Rocchetta.

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Dietro all’architettura “assurda” della Rocchetta c’è un percorso da scoprire tra arte, magia, immaginario.

Un castello moresco costruito nel XIX secolo nel comune di Grizzano Morandi, sull’Appennino Tosco-Emiliano, con azulejos, torri, cortili colonnati, simboli, vetrate art decò, scale elicoidali, corridoi. Un castello eclettico che mescola stili ed elementi di epoca e provenienza diversa.

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Qui sopra, uno scatto degli archi falsamente irregolari che si trovano nella cappella costruita a imitazione della Cattedrale di Cordova. Sotto, gli azulejos del cortile dei Leoni, la cui architettura ricorda l‘Alhambra di Granada.

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Più che un castello… un percorso

L’artefice, il committente, è il Conte Mattei: un personaggio di riferimento mondiale nell’Ottocento, che ha lasciato uno spaccato di storia ottocentesca nell’Appennino emiliano.

Ha iniziato a farlo costruire nel 1850, e lui stesso vi ha vissuto: il famoso conte bolognese che a metà dell’Ottocento inventa proprio tra queste mura l’elettromeopatia. Un nome curioso per indicare il sistema curativo che unisce le proprietà di fluidi “elettrici” a combinazioni di erbe e medicamenti “unici”.

Dopo la morte della madre egli dedicò quasi tutta la sua vita allo studio dell’elettromeopatia e alla sua divulgazione.

Un percorso che lo portò ad avere una fama mondiale nel ventennio 1860-1880. Le cronache del tempo dicono che il suo rimedio funzionasse, ma la formula è andata perduta. Non si capisce come abbia fatto, ma la sua soluzione era così famosa da avere in tutto il mondo magazzini con le boccette dei suoi rimedi. Anche lo zar di Russia si è curato con i “rimedi Mattei”.

Possiamo sicuramente affermare che ha avuto un sogno e ha saputo portarlo avanti.

In quell’epoca, l’Ottocento, Bologna era un territorio fulcro del dibattito culturale europeo di cui Mattei era già un riferimento: ha portato Bologna nel mondo e il mondo a Bologna.

Saperne di più sulla Rocchetta Mattei?

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La visita guidata obbligatoria si prenota online sul sito web rocchettamattei-riola.it. Senza una guida, sarebbe praticamente impossibile orientarsi in un luogo costruito in modo così emblematico. Le aree del complesso accessibili sono aperte al pubblico dal 2015, in seguito al restauro che cliccando qui si può in parte vedere.

Ecco qualche altro spunto.

Inizierei da uno spezzone del film di Pupi Avati, disponibile su You Tube a questo link. Il film completo venne trasmesso in 4 parti dalla RAI dal 13 novembre al 4 dicembre 1979 e rappresenta una prima autobiografia del regista.

In rete si trovano diversi siti web che raccontano della Rocchetta Mattei: il principale, dove leggere una più dettagliata storia del conte è sicuramente quello ufficiale www.rocchetta-mattei.it.

Ho anche scoperto che la Rocchetta Mattei si trova come luogo di sfondo nel libro giallo di Loriano Macchiavelli, Delitti di gente qualunque.

Infine è uscito anche una commedia-documentario, “Il Conte Magico”, diretto e scritto da Marco Melluso e Diego Schiavo, dedicato alla genialità del personaggio Cesare Mattei.

… sicuramente c’è molto, molto altro. Ma il punto è: vederla coi propri occhi!

Borgo La Scola, profumo antico.

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Il giro in Appennino prosegue. Nei dintorni della Rocchetta Mattei si raggiungono facilmente antichi borghi montanari. Io li adoro: c’è un profumo nell’aria che sa di antico.

Su e giù per le colline, tra i boschi, si arriva al Borgo La Scola che accoglie il passante avvolgendolo con la sua magnificenza.

Una borgata medievale (XIII secolo) che si gira in pochi minuti: pochi edifici in pietra, tra cui si distinguono le originali torri.

Archi e portici, un antico forno a legna, una chiesetta. E c’è un’associazione locale, la Scola, che ti accompagna a fare un giro guidato nel borgo facendoti scoprire l’anima medievale di questo luogo e le radici del termine Scola. Per alcuni arriva dal tedesco Skult, un posto di guardia dei Longobardi di Pistoia che nel VI secolo tentarono di entrare nell’Esarcato che qui aveva fortificato i propri confini per impedire appunto l’intrusione dei Longobardi

Il tempo, qui, sembra essersi fermato.

Il conservato attuale si è formato tra il 1300 e il 1500, in un momento di espansione e di sviluppo economico agrario, quando gli abitanti del contado si impossessarono delle terre di monasteri e di nobili che rientravano in città. E le vecchie torri si trasformarono in abitazioni civili e così case, fienili, essiccatoi si allargarono anche oltre le mura di difesa.

Interessanti fotografie storiche della borgata si possono vedere proprio sul loro sito.

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Siamo emiliani: funghi e tartufi

Il mio intento è dare una valida motivazione per uscire di casa e andare a esplorare luoghi ancora mai visti prima.

Potrebbe forse mancare il suggerimento culinario? Certo che no, siamo in Emilia!

Il primo tentativo andato assolutamente a buon fine è il pranzo a Bologna Tartugunghi da Tony e Robby a Oreglia di Sotto (Vergato – a soli 6 km dalla Rocchetta Mattei) con piatti a base di funghi, tartufi… e selvaggina.

…con un bel panorama e la possibilità di fare due passi prima o dopo aver mangiato!

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